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Viaggio lungo la Sicilia orientale

Imprevisti belli che ti cambiano i piani: dovevamo partire per le vacanze e avevamo scelto la Sicilia orientale. Ma ad Antonio hanno dato un premio per la narrativa 2018 per “La ragazza della fontana” Scrittura & Scritture edizioni a Cetara il giorno in cui saremmo dovuti partire. Poco male, abbiamo recuperato il premio e qualche ora a Cetara che resta ancora tutto sommato fuori dalle dinamiche troppo turistiche della Costiera e all’alba del giorno successivo è iniziata la nostra discesa verso sud, sempre più sud.

Giù fino a Reggio Calabria e prendere il traghetto Caronte Tours, attraversare lo stretto nel tempo di una fila alla cassa e un primo arancino. Da Messina con i suoi sorprendenti murales fino a Noto. Un viaggio bello lungo così che quando finalmente arriviamo a metà pomeriggio vogliamo solo lasciare i bagagli, farci una doccia e sgranchirci le gambe lungo le vie di Noto ma senza la forza per ascoltare uno dei concerti in programma o fare uno dei tour organizzati.

Noto, perla del Barocco dalla pietra chiara che riflette la luce al tramonto. La cattedrale ricostruita dopo il terremoto, la terrazza raggiungibile con le rampe di scale sempre più strette, il Caffè Sicilia e le degustazioni di granite. Per il primo giorno è abbastanza così. E questo sarà il nostro punto di appoggio per i prossimi giorni.

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L’OASI FAUNISTICA DI VENDICARI

Ci svegliamo all’alba come se fosse un giorno “normale” e questo ci permette di raggiungere l’oasi faunistica di Vendicari molto presto una volta recuperato qualcosa per il pranzo e un ombrellone. Nell’oasi dove ci chiedono la provenienza ci sono tutti i divieti che dovrebbero esserci ovunque quando si vuole avere rispetto dei luoghi naturali dove gli esseri umani sono ospiti. Qui si fa birdwatching con postazioni di avvistamento e cartelli sulla necessità di fare silenzio, una parte della spiaggia è transennata perché le tartarughe caretta caretta ci depongono le uova ed è vietato depositare rifiuti.

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La spiaggia si raggiunge dopo un quarto d’ora a piedi lungo i sentieri indicati dal legno intagliato. Ma prima della spiaggia che attira moltissimo noi due arrivati da Napoli bianchi come due mozzarelle, vogliamo vedere la tonnara di Vendicari. Un paesaggio che sembra un quadro concettuale oggi ma che facilmente riesce ad essere immaginato così come era molte decine di anni fa, perché la lavorazione del tonno è molto antica, con siciliani e africani che lavorano qui gomito a gomito. Probabilmente una delle cose più sorprendenti del viaggio.

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LA PIAZZA DI MARZAMEMI

Giornata al mare con acqua cristallina e nel pomeriggio raggiungiamo Marzamemi e la sua piazza coloratissima per una, due, tre, granite. L’ideale sarebbe stato provarle tutte: fico d’india, fico, anguria, mandorla. Una piazza dove si susseguono vari posticini che hanno scelto tavoli e sedie colorate sotto tendoni bianchi, qualche particolare qui e lì, il risultato una piazza carinissima dove passare qualche ora e scattare tante ma tante fotografie da varie angolature.

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Marzamemi, frazione di Pachino fa parte della provincia di Siracusa. È un piccolo borgo marinaro con una lunga storia che risale alla metà del 1700. Cena a Anche gli Angeli, molto patinato, struttura ricercata ma poca sostanza.

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SANTA MARIA DEL FOCALLO E MODICA

Bandiera blu 2018, pochi e piccoli lidi molta e ampia spiaggia libera. Il luogo ideale dove pensare di avere una spiaggia privata e godere del silenzio del chiacchiericcio. Al pomeriggio lo spettacolo di kitesurf sulle onde con il sole che cala. La serata l’abbiamo trascorsa a Modica. Dici Modica e subito dopo cioccolata. Ma anche ristorantini meritevoli come il piccolo “Bisboccia”, lo chef cucina a vista e da ottimi consigli con un menù fatto di ingredienti della tradizione. In chiusura una vecchia libreria dove confrontarsi su Gesualdo Bufalino che trascorse pochi ma importanti anni in questa piccola città.

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FONTANE BIANCHE

A 15 chilometri da Siracusa c’è questa spiaggia che in confronto alle solitarie spiagge di Vendicari ci ha fatto rimpiangere Miseno. Abbastanza affollata e turistica, ha comunque un’acqua che merita una nuotata mentre osservi la tua ombra sul fondo sabbioso.

SIRACUSA E ORTIGIA

Sono tante le iniziative turistiche nell’antica Siracusa fra le rovine: tour, giri in nave lungo le coste di Ortigia. C’è tanto da fare, questa la sensazione. Segnaliamo in questo posto così antico un piccolo caffè che guarda al futuro: Minù Coffee and Co. Non c’è campo all’interno ma ci sono i giochi da tavolo e degli ottimi frullati/centrifugati.

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PORTOPALO DI CAPO PASSERO

Punta estrema, sud del sud. Sorpresa. Silenzio. Acqua limpida. Insomma ci è piaciuta parecchio questa punta che mira ancora più a sud. Segnaliamo El Caribe Beach dove poter anche mangiare o recuperare anche solo una granita fresca. Ha gli ombrelloni come se fosse Miami e anche alcuni posti per super VIP al centro della scena, se è nelle vostre corde.

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DEGUSTAZIONE NERO D’AVOLA

Alla Tenuta Zisola a Noto (pochi km dal centro) con Andrea e Roberta è possibile anche scoprire come è nato il nome “Nero d’Avola” visto che questo vino rosso corposo non si fa ad Avola, come è nata questa cantina e cosa si produce, e poi assaggiare almeno 5 dei vini che vengono prodotti qui, certo.

Sarà anche per questo che a Noto per una “cena leggera” ci siamo spazzolati un tagliere e un pane cunzato da Pane Cunzatu, appunto.

SCICLI

Purtroppo possiamo raccontare solo la Scicli by night ma abbiamo trovato una cittadina vivace e attraente in provincia di Ragusa. Piazze gremite, ristoranti lungo le scale stile Lisbona. Abbiamo optato per l’antipasto con crudi e cannolo rivisitato più i primi del giorno Al Galù (Gabriella e Luca).

GOLE DELL’ALCANTARA

Troppo, troppo, troppo turistiche. Sembra di entrare a Gardaland o Mirabilandia. File per entrare, biglietto da 8 euro in su e braccialetto d’ordinanza. L’acqua delle gole è molto fresca e perfetta per giornate come quelle che abbiamo vissuto con 32-34° ma non ho trovato nulla di naturalistico, solo molto commerciale.

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TAORMINA

Taormina ha dei paesaggi incantevoli, stradine dove passeggiare, bar dove un caffè costa 4,50 euro. È assolutamente normale per un posto così famoso dove i grandi della terra si sono riuniti in occasione del G7 nel 2017. Eppure a parte il parco salvo i cannoli di Roberto.

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