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Tra Cutrofiano e Grottaglie, alla scoperta delle città della ceramica

Due paesi molto diversi, per storia e morfologia del territorio, uniti dal sottile filo ceramica e da una spiccata attitudine all’accoglienza. Cutrofiano e Grottaglie distano tra di loro poco più di cento chilometri: il primo si trova nel Salento centro-meridionale, ed è uno dei comuni della Grecìa Salentina. Il secondo invece è uno dei comuni più importanti della provincia di Taranto. Visitare questi due paesi e i territori nelle vicinanze significa immergersi in un’atmosfera rilassata e conoscere tradizioni antiche, ancora oggi portate avanti con passione.

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Le strade della Ceramica

Cutrofiano è il più piccolo dei due paesi: più o meno 9000 abitanti. Ed è un paese che, pur vantando una antica tradizione ceramica, è entrato a far parte delle città della ceramica solo nel 2017. E, dopo il primo compleanno, sta provando a mettere a sistema quelle che sono le sue botteghe di antichi ceramisti. Lo stesso nome, ha nella sua etimologia già la lavorazione della terracotta. Infatti in questi territori da sempre si producono i cutrubbi, tipici recipienti di argilla (dal greco kutra, che vuol dire vaso). Da questo poi il nome Cutrubbiano, e poi Cutrofiano.

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La natura dei territori

Naturalisticamente parlando, ci sono alcuni luoghi molto interessanti. Su tutti, la Gravina di Riggio e il Parco dei Fossili di Cava Lustrelli. Abbiamo visitato il Parco in una calda mattinata, arrivando in bici grazie ad un mini-tour ciclistico guidato da Lucio Meleleo del Bike Team Cutrofiano.

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Pochi chilometri, in paese e lungo la strada che porta al Parco. Si tratta di un ricco territorio per biodiversità e flora. 12 ettari che sono un vero e proprio giacimento a cielo aperto, in cui sono esposti vari strati geologici, di origine marina, alcuni dei quali straordinariamente ricchi di fossili. Molto bello percorrere questi territori durante una calda giornata di sole. La Gravina di Riggio invece si trova nei pressi di Grottaglie, ed è uno dei numerosi canyon naturali del Parco Naturale Regionale Terra delle gravine. La cosa interessante è l’insediamento storicamente importante in questa Gravina, che ci testimonia la presenza umana fino all’Undicesimo secolo. Una vera e propria chicca per amanti della natura, che permette ai visitatori di ammirare un paesaggio unico nel suo genere. I più coraggiosi, se la giornata lo permette, si potranno inoltrare lungo il sentiero abbastanza accidentato e visitare l’intero insediamento, ammirando i fossili e i luoghi in cui la comunità abitava, dieci secoli fa. Se si è fortunati, si potrà addirittura ammirare una piccola cascata, o un bravo pittore, Mino Di Summa, intento a realizzare paesaggi.

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L’accoglienza

Un viaggio lungo le strade della ceramica, non può prescindere dalla fantastica accoglienza che gli abitanti di queste cittadine riservano ai loro ospiti. Ottimo cibo, risate e simpatia, e soprattutto la magia della pizzica, danza popolare salentina ormai famosa in tutto il mondo grazie alla Notte della Taranta, e che a Cutrofiano è molto sentita e praticata. Storicamente nasce come danza legata, sin dall’inizio, alle pratiche terapeutiche del tarantismo, per curarsi quindi dal veleno di tarantole e scorpioni. Ora, niente più di tutto questo, nessun tipo di rituale, e però resta l’amore per questa musica e un particolare coinvolgimento per chiunque abbia la voglia di cimentarsi in queste danze sensuali.

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Cosa vedere a Cutrofiano

Senza dubbio il filo conduttore dei due paesi è nella ceramica. Le botteghe degli artigiani non sono in un unico quartiere o lungo la stessa strada come a Grottaglie, ma sono una serie di piccoli tesori da ricercare e scoprire con attenzione. Le cose belle, vanno guadagnate, conquistate con cura. Abbiamo la bella bottega Andriani, dove da generazioni con la ceramica si fa di tutto, anche delle belle bambole panciute che un tempo servivano per coprire i piatti caldi e fumanti, e preservarli per i mariti che tornavano dal lavoro. La brava Valentina lavora la ceramica con passione e cura. Le ceramiche Colì sono storiche in città e in tutta Italia. Ancora, la casa del fischietto Blanco è specializzata in questi piccoli oggetti che fanno impazzire i bambini, ma piacciono anche agli adulti. I Fischietti di Cutrofiano infatti sono di tutte le forme e dimensioni, simpatiche idee regalo che da sempre hanno fatto conoscere la città in tutta Italia. Ma non mancano le espressioni più artistiche di queste ceramiche: Salvino De Donatis fa Ceramiche Artistiche dal 1650, parliamo di quasi dieci generazioni di artisti di questo materiale. Oggi sono specializzati in eleganti pumi, simbolo di fertilità, decorati con gusto con foglie e di tanti colori. Non mancano sperimentazioni artistiche nella bottega di De Donatis. Emanuele Maglio, invece, nel centro storico di Cutrofiano, decora con pazienza e passione piatti eleganti e vasi, ed è quasi un unicum, dato che non deriva da una famiglia di ceramisti, ma è autodidatta. E’ davvero emozionante vederlo lavorare al tornio.

La ceramica fa parte della storia di questo paese, lo si nota nelle piccole e nelle grandi cose. Ogni abitante ve ne parlerà con orgoglio. Se siete fortunati, potreste addirittura osservare uno dei più antichi forni della città. L’antica fornace Colì è nella bottega di via Roma. Si attiva a legna, e se siete fortunati potreste ammirare Donato Colì appiccare il fuoco, che raggiunge temperature elevatissime, con piccoli rami gettati nella bocca della fornace. Semplicemente emozionante.

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Oltre alle botteghe, a Cutrofiano è presente un piccolo ma scientificamente ineccepibile Museo della Ceramica. Nelle sale di questo museo è possibile immergersi in secoli di storia della ceramica. Le sale sono ampie, l’allestimento rigoroso nella sua semplicità. I depositi sono molto ricchi, mentre nelle sale si è preferito non esagerare con i pezzi.

E poi le chiese: a Cutrofiano sono numerose: la Chiesa Matrice, dedicata alla Madonna della Neve, la Chiesa dell’Immacolata con l’elegante facciata, e poi la Cripta di San Giovanni Battista, appena fuori dal centro urbano, con la sua chiesetta rupestre e il piccolo ipogeo scavato interamente nella roccia. Da notare anche il Palazzo Ducale Filomarini, del seicento, che dà sulla piazza del Municipio.

Cosa vedere a Grottaglie

Grottaglie , “città della Ceramica e del Vino”, è sicuramente molto più grande di Cutrofiano. Più di quarantamila abitanti, e si nota subito; è una città più viva e vivace, e il distretto della ceramica appare più organizzato. Prima di tutto, esiste un vero e proprio quartiere della ceramica.

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Lì si concentrano le principali botteghe, tutte con un carico di storia e di arte incredibile. Le famiglie dei Fasano, Caretta, Del Monaco e Vestita portano da secoli avanti queste tradizioni e lo fanno con amore e passione.

Ovunque è possibile ammirare le splendide ceramiche di questi maestri, alcune delle vere e proprie opere d’arte, come quelle di Fasano, che realizza lampade e plafoniere stupende, che è possibile ammirare anche nell’hotel spa Monun, recentemente realizzato in paese, un’eccellenza di design e stile.

Molto particolare è anche la Casa Vestita, la famosa casa di Cosimo Vestita che al suo interno ha uno splendido giardino e una collezione di incredibili ceramiche. Una chiesa non molto conosciuta, ma che vale la visita anche solo per il presepe, è la Chiesa del Carmine con il Presepe in pietra policroma dello scultore Stefano da Putignano. Molto bello è anche il chiostro del convento annesso alla chiesa, con affreschi raffiguranti scene bibliche del profeta Elia.

Tutt’intorno, si sviluppano nel centro storico vicoli accoglienti che regalano scorci unici. E, a proposito di Presepi, ogni anno è possibile ammirare presso il Castello Episcopio, la tipica Mostra del Presepe, dal titolo “Forme d’Amore”. La mostra è nota in tutta la Puglia e raccoglie contributi artistici variegati, antichi e moderni, italiani e stranieri.

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La gastronomia

Ovunque, tra Cutrofiano e Grottaglie, si mangia bene. Prodotti gustosi, cucina semplice e fatta con amore. Non solo orecchiette con le cime di rapa: molti legumi, magari cucinati in grossi vasi messi direttamente vicino al fuoco dei camini. E poi pitta e pucce, ottima carne cucinata in modo semplice. Come ad esempio fa Cristina de “L’antica dispensa” a Cutrofiano. Ottime le mozzarelle e in generale i formaggi del Caseificio Russo. Per gli amanti del dolce, una piacevole sorpresa è il Pantalento di Roberto Donno di Dolce Arte, vero artista dell’arte dolciaria. Da segnalare: l’osteria Vini Divini in centro a Cutrofiano, o la splendida tenuta l’Astore, un’antica masseria in cui si produce olio e vino di ottima qualità. Per una serata ad effetto, consigliamo la cucina ricercata della Villa Vergine – in una location esclusiva – o la sperimentazione unita alla tradizione del ristorante Monun. Lascia a bocca aperta, la Tenuta Motolese. Per gli amanti del buon vino, un giro in questa azienda agricola che domina da un piano più elevato Grottaglie e il golfo tarantino, è davvero una esperienza imperdibile.

I vini

Ottimi i rossi e i rosati della Masseria l’Astore. Su tutti il Negroamaro Filimei e il Primitivo corposo. Gustosi e amabili i vini rossi e bianchi delle Tenute Motolese, che dal rosso rubino al giallo paglierino, racchiudono la varietà del territorio tarantino.

Dove dormire

A Cutrofiano l’exclusive B&B Percebes, gestito adorabilmente da due signore, Elisa e Isabella, che hanno al piano di sotto cani teneri e gatti paciosi, e al piano di sopra numerose camere confortevoli, una bella terrazza e una piscina che in estate è uno spettacolo. Offre tutti i confort con un notevole stile.

Il Monun in centro a Grottaglie. Più che un hotel, una boutique elegante, con spa e ottimo ristorante. Costruito in quello che era la sede del Convento delle Suore Stimmatine, ne ha tenuto più o meno uguali gli spazi, abbelliti da splendide ceramiche-plafoniere che lasciano provenire luci soffuse e calde. Un posto magico, costruito rispettando il territorio e l’ambiente, con le camere hi-tech, in cui rilassarsi è un obbligo.

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Le chicche nei dintorni, da non perdere

Lungo la strada, tra Cutrofiano e Grottaglie, fermatevi a Galatina. Lì potrete ammirare una chiesa incredibile, la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, emblema dell’arte romanica e gotico pugliese. L’interno della chiesa è mozzafiato: diviso in tre navate con archi a sesto acuto, ha nelle decorazioni pittoriche la sua ricchezza. Maestranze provenienti da tutta Europa hanno dipinto nel corso degli anni, a partire dal 400, le pareti, rendendole ricche, sublimi, con scene dell’Apocalisse, le Storie della Genesi, i Sette Sacramenti, le Storie della vita di Cristo. Percorrendo le navate della Chiesa si ha la sensazione di essere entrati in un luogo unico nel suo genere.

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Se vi allungate fino a Taranto, invece fate un salto al MarTa e perdetevi nelle sue sale. Merita di gran lunga una visita. Un museo ricco di tesori. Migliaia di reperti che attraversano secoli di storia. Gli ori di Taranto lasciano senza fiato.
E poi schermi touch, una comunicazione all’avanguardia, sale luminose, un allestimento funzionale ed elegante.

Un weekend lungo in questi territori, tra Cutrofiano e Grottaglie, vi rimette in pace col mondo: cibo, sorrisi, chiese, cultura e ceramica. Tutti elementi che, se messi a sistema e valorizzati, potranno dare a questi territori ancora maggiori soddisfazioni in termini di turismo e apprezzamenti. E allora… buon viaggio.

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