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Bangkok – Ko Samui, il mio peggiore incubo

Il viaggio verso Ko Samui è stato un incubo totale. Il bus sporco e kitsch ci ha prelevato al solito “orario thai” in una discarica. Ho dovuto litigare con il box informazioni perché voleva applicare tutti i sovrapprezzi che in quel momento gli venivano in mente. Nel bel mezzo del nulla il bus si è fermato per due ore con la puzza di cibo che appestava l’aria.

Il bagno era un buco senza lo scarico, ma un catino con cui far scorrere un po’ d’acqua. A scriverlo mi vengono i brividi ancora.

La sosta non era per permettere il cambio di autista come detto dall’agenzia in stazione (quella sulle scale, guardatevi bene da quella gente!) ma per far sì che l’autista dormisse. Quindi abbiamo fatto una sosta in un buco puzzolente per due ore, aspettando che si svegliasse.

La strada era impraticabile e disseminata di buche enormi, l’autobus ha sobbalzato tutto il tempo. Alle 5 del mattino siamo arrivati in un deposito abbandonato di bus con quelle orribili tendine, intorno scorrazzavano decine di cani randagi pieni di pulci. Per il bagno 40 bath e sempre pronti a vendere cibo e bevande senza l’ombra di concorrenza, per la desolazione del posto.

Sono passate tre ore, nel frattempo. Famiglie con bambini, gruppi più o meno folti sonnecchiavano qui e lì buttati nella polvere.

Sono arrivati altri bus orribili con le mutande stese all’interno (e di chi saranno state mai?), i sediolini sfondati negli anni ’80 e la consueta puzza che oramai non vale neanche la pena più di citare.

Siamo partiti da quel luogo ameno quando, sollevando molta polvere, ho iniziato ad urlare che non avrei aspettato un minuto in più. Con un’ora di viaggio in bus siamo arrivati al molo. Attenzione, questo passaggio non era stato detto dall’agenzia che aveva assicurato “non preoccupatevi, con questo bus arriverete direttamente al molo”. Un’altra ora abbondante di viaggio in nave e si avvicina una abbondante thailandese. Secondo lei ci conviene comprare il biglietto per raggiungere l’alloggio a 150 bath a persona, subito e ovviamente pagando lei adesso. Altrimenti al molo non pagheremo meno di 200 bath a testa. Non ci credo, le dico con la faccia di chi non ne può più di questi giochetti che siamo ok.

Al porto è bastato chiedere a 2-3 persone per raggiungere l’orribile Lamoon Lamai a 60 bath in due. Il Lamoon Lamai è orrendo, su booking.com ha 8.2 come punteggio. Incredibile, lo segnaliamo immediatamente. Mi faccio una doccia e mi cambio per riprendermi dal viaggio. A quel punto mi volto e c’è un serpente che mi guarda con i suoi occhietti piccoli.

E’ lì probabilmente che ho messo almeno immaginariamente il piede sulla scaletta per il primo aereo che poteva riportarci in Europa. E’ lì che mi sono detta che in Thailandia io non metterò mai più piede. Mai più. 

incubo_thailandia

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9 thoughts on “Bangkok – Ko Samui, il mio peggiore incubo”

  1. Mi sembra che insomma si sia voluto viaggiare come un locale aspettandosi servizi da primo mondo.
    Io sono stato in Tailandia almeno venti volte. Da solo, con la mia futura moglie, con la moglie e con i figli da quando avevano 1 anno di vita. Ho viaggiato come un locale e mi sono adattato ai ritmi locali, ho anche viaggiato come un ricco turista con i benefici del caso.
    Sono altresì anche andato in altri paesi a visitare famosi musei e c’erano tizi travestiti da antichi soldati che volevano essere pagati con cifre astronomiche per una foto ricordo, mi hanno presentato menù da turisti e menù da locali , inutile dire che i menù da turisti costavano il triplo dei locali, i taxi non facevano partire il tassametro e non rilasciavano ricevuta, in un B&B un topo mi ha camminato sulla faccia mentre dormivo e naturalmente la polizia locale mi ha fatto multe che ad un locale non faceva. Che posto era direte voi che non andiamo neppure li? Ma ovvio, l’Italia, in cui solo perché parlavo in inglese con mia moglie mi si scambiava per un pollo turista da spennare. Alle imprecazioni in italiano la smettevano subito. E allora? Bisogna saper viaggiare, informarsi e se del caso adattarsi. Puket e Ko Samui sono bellissime ed accoglienti, le prostitute si trovano anche a Rimini e sapendo dove stanno se si vuole si evita. In Tailandia ho avuto modo di parlare con travestiti prostitute e ladyboys tranquillamente e gentilmente senza problemi. Bastava far capire che non eri e non volevi essere un cliente, al massimo potevi offrire da bere, loro avevano un piccolo guadagno, il tappo, io avevo una piacevole conversazione e voila’ a volte anche dritte gratuite su dove si mangiava meglio e si spendeva meno.
    Andate tranquillamente in Tailandia dove tra l’altro se vi sentite male il servizio sanitario e’ in certi casi anche meglio di quello italiano.
    I serpenti ovviamente possono capitarvi di fronte ma volete andare in un paese tropicale e trovare coniglietti felici? Indiana Jones non ha insegnato nulla sui viaggi lontani da casa?
    Viaggiate viaggiate e non abbiate paura ma come sempre abbiate le idee chiare ed informatevi prima così eviterete spiacevoli sorprese e la vacanza sarà pienamente goduta.
    Saluti dalla Tailandia, guarda un po’ siamo di nuovo qui. N’altra volta. Oh da residenti stavolta. Per ora solo un lucertolone da 1 metro nel giardino, appena i figli hanno urlato ” acchiappa la lucertola” il povero rettile si deve essere cagato addosso perché è scappato come una saetta. Per i serpenti gli ho detto di essere più prudenti.
    Ciao
    Paolo

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  2. Se questa è la premessa del vostro “giro del mondo”.. forse conviene restare in Italia. Più che un post di un travel blog, pare la solita lagna dei soliti recensori di Tripadvisor, ma di quelli che si lamentano dell’indecenza del caffè italiano. In Cina.

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  3. Ciao, grazie per il commento, Paolo.
    No, la tua interpretazione è sbagliata: non abbiamo voluto “viaggiare come un locale aspettandoci servizi da primo mondo.”
    Abbiamo voluto viaggiare come locali ma non volevamo essere truffati due volte, all’andata e al ritorno. Non volevamo essere spintonati e presi a parolacce dal conducente del bus. Spinti giù dal bus nel mezzo delle campagne tailandesi perché lui doveva dormire due ore. Volevamo viaggiare come locali senza rischiare due volte l’incidente lungo la strada, senza essere lasciati nel mezzo del nulla alle 4.30 senza che nessuno ti dicesse nulla. Avremmo voluto chiacchierare con la signora del box informazioni, se al nostro sorriso non avesse risposto andandosene via. Avremmo voluto viaggiare come locali se non ci avessero attaccato etichette addosso senza dirci cosa ne sarebbe stato di noi. Per una notte intera.

    Noi raccontiamo quello che abbiamo vissuto, nessuno potrà privarci di questo nostro diritto di opinione e del racconto della nostra esperienza.
    Ti auguro buon viaggio e buona permanenza in Tailandia, un caro saluto.

    Ps. Il caso ha voluto che io non abbia avuto esperienze negative come la tua in Italia, e se ne avessi avute sta’ pur certo che le racconterei. Sono fatto così, e anche la mia compagna che ha viaggiato con me lo è. Raccontiamo quello che vediamo e quello che viviamo, lo abbiamo sempre fatto.

    Ps2. Ti ringrazio per il suggerimento, ma guarda che noi ci siamo informati, il primo giorno siamo stati anche con un’amica Tailandese. Non ci aspettavamo i coniglietti, ma neanche che si trasformasse in un incubo sotto tutti i punti di vista.

    Antonio

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  4. Non commento sul tuo viaggio non ci sono stata ma per quanto riguarda l’Italia prova andare a Venezia o al Colosseo a Roma oppure a Bologna…..ognuno fa le sue esperienze e poi cìè chi vuole vedere e sentire chi invece chiude gli occhi convinto che è ok. Beato te che non hai avuto riscontri negativi in Italia e quindi ti consiglio di rimanere qui l’estero evidentemente non fa per te. Mi permetto di scrivere perchè come dici tu ognuno vuole esprimere il suo punto di vista.

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  5. ho letto con interesse i vostri post sulla Thailandia e ho sorriso delle vostre disavventure, tipiche di turisti fai da te inesperti e poco aperti alle diversità. Mi sono immaginata voi, che pensavate di andare in un all-inclusive nel mar rosso e vi siete ritrovati nella incivile Thailandia. Ho fatto un viaggio simile l’anno scorso nei posti da voi così tremendamente vituperati e quello che ho portato a casa sono i colori e i sorrisi di un popolo meraviglioso e gentile, verso chi si dimostra gentile e rispettoso nei loro confronti.
    Se aveste voluto viaggiare come locali verso Koh Samui, esiste un treno economico che viaggia di notte e arriva la mattina al porto da cui partono i traghetti, pieno di thailandesi gentili e per niente truffatori. Rifletterei bene se fossi in voi sul concetto di viaggiare e valuterei bene prima di andare a immergermi in una realtà così diversa dalla nostra, non basta prendere un volo e quattro stracci per definirsi viaggiatori e non turisti.

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    1. Ciao Alice, mi fa piacere che tu abbia letto con interesse i nostri post e abbia sorriso, ti assicuro che a noi il sorriso è mancato molto presto. Non sai nulla di noi, così come non sai che non siamo affatto turisti inesperti, ma abbiamo una decina di anni di viaggi alle spalle, che ci hanno formato abbastanza.
      Non sapendo nulla di noi non puoi sapere che non pensavamo di andare nell’all-inclusive, dato che abbiamo fatto un giro del mondo di più di due mesi con un budget molto più basso di quanto tu possa immaginare (davvero, credimi), dormendo in stazioni, aeroporto e facendo couchsurfing, cosa che ci ha permesso di godere di tutte le bellezze che abbiamo incontrato lungo la strada. Tranne in Thailandia, dove l’unico motore che permetteva qualsiasi tipo di interazione con i locali era quello economico, dove il sorriso è direttamente proporzionale alla quantità di bath che riesci a mettere nelle loro mani, e tutto sembra un grosso baraccone al servizio di annoiati occidentali borghesi e terzomondisti, affascinanti da un esotico da raccontare a casa durante l’ape.
      Un’altra precisazione: non era possibile viaggiare come i locali in quanto il treno, che era la nostra prima opzione, era pieno sia in prima che in seconda classe, nei giorni in cui volevamo andare a Koh Samui. Fidandoci di una sorridente thailandese, siamo rimasti fregati e abbiamo vissuto l’ennesimo incubo.

      Rifletterei bene se fossi in te su cosa significa sparare giudizi senza avere la minima idea di quello che abbiamo vissuto, e valuterei bene come usare le parole, una prossima volta. Nonostante l’orribile ricordo della Thailandia abbiamo vissuto l’esperienza da viaggiatori (eh sì, sai com’è, ci abbiamo riflettuto bene e ci consideriamo tali: prova un po’ tu a far quello che abbiamo fatto noi) più bella che questo mondo potesse regalarci, e la porteremo con noi per sempre.

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  6. Inutile leggere alcuni dei vostri commenti perché si capisce dalle prime righe che non avete letto il post e volete solo sputare sentenze. Quindi non mi dilungo e non mi interessa. Non mi interessano gli scambi di frasi fatte come “se vai a Roma o a Milano bisogna stare attenti a prendere un taxi” oppure commenti da viaggiatori esperti con la mente aperta tipo ” se non vi piace la Thailandia allora state a casa” come se la Thailandia fosse il mondo.
    Voi continuate ad andarci perché vi piace, perché la credete economica o vi piace quel tipo di turismo. Andateci perché vi fanno i massaggi ai piedi o perché vi avete bisogno di andarci per sentirci migliori. Ma quello che ho riportato è la mia esperienza, una fetta di realtà e come tale non meno o non più degna di essere letta della vostra. Che poi vi limitate a sparare sentenze categoriche non a raccontare la vostra esperienza quindi…

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  7. Ho letto i vostri raccoti dopo un commento che avete lasciato su Fb. Posso confermare ogni parola. Sono stata in Thai questa estate ed ero pronta a viverla nel modo più totale possibile, ma mi sono trovata malissimo.
    Non è possibile truffare così le persone (specie se sono donne che viaggiano da sole, noi eravano 2), quello che mi hanno trasmesso è che io fossi “un salvadanaio su due gambe” pronta a pagare prezzi assurdi solo perché occidentale, con loro che si mettevano d’accordo parlottando, ridendo e poi si rivolgevano a me dandomi la cifra. No non ci sto, questo esula dal fatto di essere viaggiatori, ho fatto vacanze zaino in spalla, dormito in tende in mezzo alla melma, fatto trekking in mezzo al nulla etc… ma le truffe e il razzismo non le tollero, mi spiace. Se voi lo fate, affari vostri, ma non venite a dare lezioni di viaggio (mi riferisco ai commentatori qui sopra)
    Il fatto che succeda anche in Italia non deve giustificarli e neppure io devo fare buon viso a cattivo gioco per questo motivo.

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    1. Grazie di essere “passata a trovarci”. I viaggi sono un’esperienza molto soggettiva ed è bello scambiarsi impressioni e suggestioni sia positive che negative senza dover essere attaccati per forza perché si è vissuto un posto in maniera diversa. A presto!

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