viaggio

Le cose che pensavo di riuscire a fare in giro per il mondo (e che invece non sto facendo)

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Ok, lo ammetto: questo giro del mondo con Marianna è la cosa più bella, appagante, emozionante che abbia mai fatto in tutta la mia vita. Non avrei mai pensato di ammirare gli alligatori in una palude della Florida a bordo di un motoscafo, mai mi sarei immaginato a camminare sul Golden Gate Bridge in una splendida giornata di sole, con il vento che quasi ti butta giù e tu che perdi la cognizione del tempo, felice. Girare per il golfo di San Sebastian in kayak con Saverio è stato indimenticabile, così come lo è stato camminare di notte per le strade di una Barcellona deserta mentre la nazionale della Spagna viene umiliata 2 a 0 dal Cile nel girone mondiale. 

Ma, devo dire a malincuore, ci sono anche alcune cose che pensavo di riuscire a fare durante questo RTW e che non sono riuscito a fare.

1) Perdere peso: camminiamo in media 4, 5 km al giorno (ne abbiamo fatti in tutto 15mila finora, contando gli spostamenti in aereo), ma non basta. Spesso mangiamo tanto, ops, mangio tanto,  e anche molto bene, con i nostri amici, i nostri ospiti, e finora non ho perso un etto. Anzi.

2) Comunicare con regolarità a casa: vuoi per il fuso orario alle volte difficile da gestire (ora 9 ore in meno rispetto all’Italia), vuoi perché la scheda New Columbus di Telecom Italia acquistata si è rivelata un prodotto non all’altezza, comunico con i miei tramite Skype, una volta ogni 2, 3 giorni, collegandomi quando posso a Internet.

3) Tenere un quaderno di viaggio, trasformarmi in un novello Hemingway. Già mi immaginavo al tramonto, la luce fioca che mi taglia il viso e una tazza di caffè americano bollente davanti, mentre giorno dopo giorno annoto appunti e scrivo reportage da terre lontane. E invece. La connessione purtroppo non è sempre perfetta e le giornate sono sempre troppo corte per fare davvero tutto ciò che vorrei fare, leggere, scrivere. E quindi il lungo capitolo del libro di viaggio che volevo scrivere si riduce a un piccolo post su Facebook fatto mentre prendi un single espresso da Starbucks e ti attacchi alla connessione.

4) Farmi la barba come si deve. In Spagna non ho avuto problemi, io poi la porto incolta, quasi lunghetta e devo solo regolarla appunto con il regolabarba. In UK ho avuto il primo problema: l’adattatore non funzionava e non ho ancora capito perché. La beffa poi è arrivata negli USA, con la barba ormai già lunga: il voltaggio qui è più basso, l’adattatore funziona alla grande, ma l’apparecchietto non ha abbastanza potenza per accorciarmi il barbone come si deve. Quindi mi sto trasformando in Reinhold Messner. 

5) Fare un bagno nell’Oceano ghiacciato. A Barcellona fatto, a San Sebastian pure ma l’acqua non era fredda, forse perché nel golfo, sebbene fosse oceano Atlantico. In Florida non c’è stata l’opportunità, a San Francisco mi è mancato il coraggio (e forse sarei morto, mi hanno detto, le correnti sono belle forti). Ma non è ancora detta l’ultima parola, ora sono a San Diego e ho già trovato chi mi accompagnerebbe per un tuffo.

Per il resto? Tutto alla grande. Non avrò fatto queste cose, ma questo viaggio è l’esperienza più appagante e straordinaria della mia vita. Della nostra.

 

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