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Villa d’Este e Villa Adriana, patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO

Antonio sta presentando il suo romanzo “La ragazza della fontana” e anche questa è un occasione per viaggiare (e quale non lo è!). Ha portato il libro alla fiera Più libri più liberi e siamo partiti con un giorno di anticipo per fare tappa a Tivoli, una piccola cittadina del Lazio ad est di Roma, piena di storia.

Virgilio la chiamò nell’Eneide Tibur Superbum, e non è stato l’unico personaggio storico a passare di qui: da Papa Urbano VI a Garibaldi passando per Ungaretti. La ricchezza e lo splendore vissuti da Tivoli la si riconosce nei giochi d’acqua di Villa d’Este, nel paesaggio archeologico di Villa Adriana. L’una e l’altra danno il senso dell’ampiezza dell’arco sotto il quale la città ha vissuto.

E noi, viaggiatori, potevamo mai sottrarci? Qui le foto dalla nostra pagina Facebook 30annozero. 

Andiamo molto indietro nel tempo, è il 118 d.C. e l’imperatore Adriano fa porre la prima pietra di Villa Adriana, oggi ancora visitabile come espressione e testimonianza archeologica della grandezza dell’antico impero romano. Villa Adriana a Tivoli è fra siti archeologici più visitati d’Italia e nel 1999 (che salto!) è stata inserita nel Patrimonio Mondiale UNESCO.

Adriano non sapeva tutto questo, voleva solo farsi edificare una dimora residenziale, all’interno come i moderni souvenir l’imperatore volle riproduzioni di monumenti e luoghi che gli erano piaciuti visti in giro per il mondo. E quindi possiamo immaginare che fosse stato colpito dalla cultura greca ritrovando: il teatro greco, la biblioteca greca ma anche da altre culture con le colonne egizie e le immancabili e imprescindibili terme.

Dei 120 ettari totali oggi sono visitabili circa 40 ettari. La Villa comprende edifici residenziali, terme, ninfei, padiglioni, giardini che si alternano secondo una distribuzione del tutto inusuale, che non rispecchia la consueta sequenza di ville e domus, anche imperiali.

Il costo del biglietto è di 8 euro e la prima domenica del mese l’ingresso a Villa Adriana è gratuito. 

 

Passiamo a Villa d’Este. Innanzitutto fate pipì prima di metterci piede perché è tutto uno scrosciare di zampilli e fontane. Per vesciche forti.

A parte questo consiglio per l’uso, Villa d’Este è un capolavoro del giardino italiano con fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche da cui hanno tratto ispirazione in tutta Europa. Fu voluta dal cardinale Ippolito d’Este, figlio di Alfonso I e di Lucrezia Borgia.

 

All’interno ci sono opere come la fontana del Bicchierone e la cascata della fontana dell’Organo che sono state realizzate da Gian Lorenzo Bernini. Molto più tardi a metà Ottocento il cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe-Schillingsfürst, se ne innamorò e la fece rinascere dopo un periodo di decadenza facendola diventare il centro di attività mondane e artistiche. Uno dei più affezionati a Villa d’Este è stato il compositore Franz Liszt che qui venne ispirato per comporre alcuni brani delle Années de Pèlerinage (Troisième année: Aux cyprès de la Villa d’Este, Thrénodie I – Aux cyprès de la Villa d’Este, Thrénodie II – Les jeux d’eaux à la Villa d’Este).

L’ultimo proprietario fu l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este, erede al trono dell’Impero austro-ungarico, assassinato a Sarajevo nel 1914, evento che diede l’inizio alla Prima Guerra Mondiale. In seguito Villa d’Este diventò dello Stato Italiano che dopo un restauro la riaprì al pubblico. E ancora per arrivare ad oggi è il caso di dire che di acqua ne è passata. Per visitare Villa d’Este il biglietto costa 8 euro.

Quello che ci ha sorpreso è stata la città. L’abbiamo trovata un po’ spenta. Pochi esercizi commerciali molti dei quali turistici. Abbiamo dormito al B&B Il giardino molto pulito e confortevole, mangiato da Alice (una catena che offre pizza al taglio in varianti tipiche come mortadella o puntarelle) e all’Angolino di Mirko decisamente una bella sorpresa.

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