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Dormire in aeroporto: San Francisco e Sydney

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Nel nostro giro del mondo ci è capitato di dormire dappertutto: letti e divani, divani-letto e per terra, e ovviamente anche in aeroporto. Per ben due volte.

La prima volta è successo al San Francisco International Airport. Siamo arrivati da Orlando via Salt Lake City, molto tardi la sera, e la famiglia di couchsurfer che ci avrebbe ospitato a San Francisco era disponibile solo dalla mattina dopo. In più, eravamo davvero molto stanchi dopo il lungo viaggio e non ce la sentivamo di vagare per San Francisco – anzi, Daly City! – a mezzanotte. Quindi, appena arrivati in aeroporto prendi le valigie e parti subito alla ricerca di un posto per dormire, seguendo le regole importanti per dormire in aeroporto.

airport-335556_640 Abbiamo optato per un lungo divanetto attaccato alla parete in una zona abbastanza centrale dell’aeroporto, in compagnia di tanta gente che, come noi, avrebbe atteso l’alba del giorno dopo o per partire, o per dirigersi verso la città. Le cose importanti, come sempre: gli oggetti di valore tenerli in una borsa sempre vicino, o in tasca; scegliere un posto con persone, famiglie, gente che, insomma, abbia facce raccomandabili. Dormire sì, ma sempre con mezzo occhio aperto. La notte all’aeroporto di San Francisco è trascorsa serena: certo, non si fanno dormite enormi in aeroporto, ma la panca aveva un rivestimento con cuscini molto comodi e io, personalmente, 3 o 4 ore di buon sonno me le sono fatte: alle 6 però qualsiasi aeroporto ricomincia a vivere e quello di San Francisco è già in piena attività. Impossibile dormire dopo quell’ora! Quindi la sveglia è obbligatoria, una lavata di denti e poi colazione (o viceversa). I bagni sono ottimi, pulitissimi, ci sono anche le docce. Cosa desiderare di più?

Altro continente, altra esperienza di sonno in aeroporto: Sydney. Qui, purtroppo, dire che ci siamo trovati male è un eufemismo. Siamo arrivati la sera all’aeroporto, dal momento che saremmo dovuti partire la mattina successiva per Bangkok, molto presto. Già lo sapevamo avendo letto recensioni online, ma abbiamo avuto la conferma stando sul posto, che l’aeroporto di Sydney dimostra di essere decine di anni indietro rispetto alla modernità della sua città: più o meno a mezzanotte chiude, e senza tanti giri di parole gli addetti alla sicurezza ti invitano a lasciare la struttura, relegandoti quasi all’esterno, in una “zona franca” tra l’aeroporto e la stazione dei treni che porta in città: un paio di centinaia di metri quadri in cui decine di persone si ritrovano a dormire su sedie scomodissime (con braccioli odiosi!) o per terra, con un paio di distributori di bibite e cibo e poco altro.
airport-dusseldorf-197743_640A un certo punto passano anche altri addetti alla sicurezza a controllare i passaporti, mentre le saracinesche chiudono e tu ti ritrovi a dormire in un posto scomodo e senza tanti comfort. E pensare che, all’alba, ci siamo anche resi conto che nel bagno degli uomini probabilmente c’era una perdita d’acqua, che verso le 5 e mezzo di mattina ha movimentato un bel po’ di persone, per un paio d’ore: ma ormai era ora di andare a prendere il nostro volo, e così assonnatissimi ci siamo diretti al gate…

Con le dovute precauzioni consigliamo a tutti di dormire in aeroporto: non devono mai mancare con voi cibo, acqua, un cuscino o una coperta, le cose di valore tenetele vicino e preparatevi a una notte non certo comodissima, ma utile se arrivate tardi la sera o dovete muovervi molto presto la mattina.

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